Introduzione
Questo rapporto ricostruisce un quadro basato su dati di fonti statistiche ufficiali sulla presenza delle donne nel settore audiovisivo del cinema e della televisione, con riferimento alla dimensione dell’imprenditoria, del ruolo nel management, dell’occupazione dipendente e delle professioni.
Le elaborazioni presentate fanno riferimento al perimetro delle attività ricomprese nella filiera audiovisiva che considera le seguenti attività al quarto digit della classificazione nazionale delle attività economiche (Ateco 2007), e che viene adottato da APA nelle valutazioni relative alle valutazioni sulle imprese, sull’occupazione e sul prodotto della filiera audiovisiva:
- 59.11 Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi tv;
- 59.12 Attività di post-produzione cinematografica, di video e di programmi tv;
- 59.13 Attività di distribuzione cinematografica, di video e di programmi tv;
- 59.14 Attività di proiezione cinematografica;
- 60.20 Programmazione e trasmissioni televisive.
Dai dati elaborati a partire dal patrimonio informativo del Registro delle imprese emerge un quadro in cui nel caso delle figure imprenditoriali per le attività dell’audiovisivo la presenza è inferiore rispetto a quanto riscontrato nel totale dell’economia, ma comunque pari quasi al 30% del totale e con diversificazioni all’interno della filiera. Le attività della distribuzione, della proiezione cinematografica e della televisione vedono infatti una presenza particolarmente significativa di imprenditrici. Proprio nella televisione si evidenzia una maggiore incidenza di giovani imprenditrici, anche superiore al corrispondente valore registrato per i giovani imprenditori.
Anche nel management si coglie una minore presenza relativa di donne nella filiera audiovisiva rispetto alla totalità delle imprese, ma più di un manager su cinque è donna. In questo caso è particolarmente positivo il dato delle giovani manager, che seppur con numeri assoluti non elevati sono presenti in misura maggiore rispetto ai manager under 35 di sesso maschile.
I dati dell’INPS relativi all’Osservatorio sui Lavoratori dello spettacolo confermano una presenza femminile leggermente inferiore rispetto alla totalità dei dipendenti del settore privato non agricolo, ma comunque molto rilevante e pari quasi al 42%, e che per diverse professioni diventa prevalente: è il caso di truccatrici e parrucchiere, scenografe, arredatrici e costumiste, dipendenti del mondo del noleggio, lavoratrici legate a ballo, figurazione e moda e impiegate amministrative.