La natimortalità 2020-2021 dal Registro delle imprese
Il bilancio della natimortalità del primo anno di pandemia ha restituito un quadro generale in cui si è verificata una forte riduzione delle iscrizioni e una stagnazione persistente delle cessazioni d’impresa2.
È possibile oggi entrare nel dettaglio dei dati dei flussi di natimortalità delle imprese del biennio 2020-2021 sia per il totale delle imprese, sia per la filiera dell’audiovisivo, che presenta andamenti peculiari rispetto al resto dell’economia.
Concentrando l’analisi sulle iscrizioni d’impresa3, dopo un 2020 in cui anche l’audiovisivo, in analogia con quanto verificato per il totale economia ha registrato una contrazione di nuove imprese (57 in totale), per il 2021 i risultati sono stati invece positivi, riportando la natalità d’impresa su livelli anche superiori a quelli riscontrati nel 2019 (+35 imprese). Al contrario, per il totale economia alla perdita di quasi 61 mila nuove imprese del 2020 se ne è aggiunta una ulteriore di oltre 20 mila del 2021.
Tra i settori in particolare controtendenza c’è l’attività di produzione cinematografica, che nel 2020 assorbiva la quasi totalità del dato negativo e che nel 2021 fa segnare invece una variazione assoluta di +29 imprese, arrivando a un totale di 293 nuove imprese.
Unico comparto a restare con segno negativo è la post-produzione, che dopo le 18 nuove imprese perse nel 2020 ne aggiunge altre 6 nel 2021.
Iscrizioni e cessazioni d’impresa nel core audiovisivo delle regioni italiane
Anno 2019, 2020 e 2021 (valori assoluti)
ISCRIZIONI
| Ateco | Descrizione Ateco | 2019 | 2020 | 2021 | diff. 20/19 | diff. 21/19 |
| 5911 | Produzione cinematografica, di video e di programmi tv | 264 | 218 | 293 | -46 | 29 |
| 5912 | Post-produzione cinematografica, di video e di programmitv | 66 | 48 | 60 | -18 | -6 |
| 5913 | Distribuzione cinematografica, di video e di programmi tv | 0 | 4 | 3 | 4 | 3 |
| 5914 | Proiezione cinematografica | 9 | 13 | 14 | 4 | 5 |
| 6020 | Programmazione e trasmissioni tv | 8 | 7 | 12 | -1 | 4 |
| CORE AV | CORE Audiovisivo | 347 | 290 | 382 | -57 | 35 |
| TOTALE | TOTALE ECONOMIA | 353.052 | 292.308 | 332.596 | -60.744 | -20.456 |
CESSAZIONI NON D’UFFICIO
| Ateco | Descrizione Ateco | 2019 | 2020 | 2021 | diff. 20/19 | diff. 21/19 |
| 5911 | Produzione cinematografica, di video e di programmi tv | 292 | 289 | 246 | -3 | -46 |
| 5912 | Post-produzione cinematografica, di video e di programmitv | 37 | 30 | 23 | -7 | -14 |
| 5913 | Distribuzione cinematografica, di video e di programmi tv | 7 | 6 | 6 | -1 | -1 |
| 5914 | Proiezione cinematografica | 52 | 26 | 27 | -26 | -25 |
| 6020 | Programmazione e trasmissioni tv | 21 | 14 | 10 | -7 | -11 |
| COREAV | CORE Audiovisivo | 409 | 365 | 312 | -44 | -97 |
| TOTALE | TOTALE ECONOMIA | 326.423 | 272.992 | 246.009 | -53.431 | -80.414 |
Fonte: elaborazioni Fondazione Symbola su dati Infocamere
Questi risultati possono essere letti anche in termini relativi, scomponendo il risultato del biennio 2019/2021 nelle parti attribuibili ai due anni.
Ciò che emerge è che, mentre per il totale economia i dati 2021 non sono riusciti ancora a compensare le perdite del 2020 (al -17,2% del 2020 è seguito un contributo del 2021 rispetto al 2019 del +11,4%, ma il bilancio 2021/2019 è ancora negativo e pari a -5,8%), nel caso dell’audiovisivo si è registrata una variazione negativa del -16,4% nel 2020 a cui si è contrapposto un contributo del 2021 rispetto al 2019 del +26,5% con un risultato algebrico finale del +10,1% complessivo tra 2021 e 2019.
Questi risultati si devono in particolare alle produzioni cinematografiche, al cui -17,4% del 2020 è seguito un +28,4% nel 2021 e un bilancio nel biennio di +11,0%.
Bilancio della natalità d’impresa dell’audiovisivo nel biennio: contributo del 2020 e 2021 alla variazione complessiva delle iscrizioni 2021/2019
Anni 2019-2021 (variazioni percentuali)
Fonte: elaborazioni Fondazione Symbola su dati Infocamere
Su base regionale, i saldi di iscrizioni nel biennio per il core audiovisivo non sono tutti positivi.
Se Veneto, Lazio e Campania, fanno registrare recuperi molto postivi (+10, +16 e +12 nuove imprese) arrivando nel 2021 anche oltre il livello del 2019, Piemonte e Toscana sono ancora sotto il livello di natalità pre-Covid, con saldi complessivi negativi (-11 e -10 nuove imprese), mentre le altre regioni si attestano l’ultimo anno su valori simili a quelli del 2019.
Iscrizioni d’impresa nel core audiovisivo delle regioni italiane
Anno 2019, 2020 e 2021 (valori assoluti)
ISCRIZIONI
| Regioni | 2019 | 2020 | 2021 | diff. 20/19 | diff. 21/19 |
| Piemonte | 33 | 23 | 22 | -10 | -11 |
| Valle d’Aosta | 1 | 2 | 1 | 1 | 0 |
| Lombardia | 78 | 67 | 82 | -11 | 4 |
| Trentino-Alto Adige | 23 | 11 | 18 | -12 | -5 |
| Friuli-Venezia Giulia | 4 | 5 | 7 | 1 | 3 |
| Veneto | 17 | 25 | 27 | 8 | 10 |
| Liguria | 9 | 6 | 8 | -3 | -1 |
| Emilia-Romagna | 33 | 25 | 29 | -8 | -4 |
| Toscana | 24 | 22 | 14 | -2 | -10 |
| Umbria | 2 | 4 | 3 | 2 | 1 |
| Marche | 12 | 6 | 10 | -6 | -2 |
| Lazio | 46 | 44 | 62 | -2 | 16 |
| Abruzzo | 7 | 3 | 8 | -4 | 1 |
| Molise | 2 | 2 | 0 | 0 | -2 |
| Campania | 14 | 18 | 42 | 4 | 28 |
| Puglia | 16 | 15 | 20 | -1 | 4 |
| Basilicata | 3 | 0 | 1 | -3 | -2 |
| Calabria | 5 | 1 | 7 | -4 | 2 |
| Sicilia | 12 | 8 | 17 | -4 | 5 |
| Sardegna | 6 | 3 | 4 | -3 | -2 |
| ITALIA | 347 | 290 | 382 | -57 | 35 |
Fonte: elaborazioni Fondazione Symbola su dati Infocamere
I risultati relativi alle cessazioni d’impresa[4] necessitano di essere osservati depurando il dato dalle cancellazioni “di ufficio”[5], ovvero quelle legate più alla attività di pulizia degli archivi da parte delle Camere di commercio.
Così come per il totale delle imprese, per il core audiovisivo di riscontra anche per il 2021 la riduzione di cessazioni effettive. Circostanza che induce a confermare l’ipotesi di “congelamento” già formulata per il 2020, fenomeno che probabilmente rimanda a periodi successivi a quelli dei sussidi e dei provvedimenti di contrasto alla stagione pandemica l’emersione di chiusure che almeno “fisiologicamente” si sarebbero dovute presentare.
Se per il totale dell’economia i conti riguardano quasi 134 mila cessazioni non verificate nel Registro imprese ma potenzialmente verificabili in futuro (il 41,0% di un anno “normale” come il 2019), per l’audiovisivo sono 141 le imprese “a rischio” chiusura, pari al 34,5% del dato 2019, sempre preso come anno di confronto pre-pandemia.
Adottando uno schema analogo a quello delle iscrizioni, anche per le cessazioni si può scomporre la variazione 2021/2019 nel contributo dei due anni, stavolta negativo in entrambi i casi.
Il core audiovisivo registra un decremento di chiusure analogo a quello del totale imprese (-23,7% a fronte di -24,6%), e in questo caso la variazione delle cessazioni relative alla produzione cinematografica è più contenuta (in media -15,8%), laddove stavolta la riduzione più accentuata riguarda le imprese di proiezione (-48,1% di chiusure).
Bilancio delle cessazioni d’impresa non d’ufficio dell’audiovisivo nel biennio: contributo del 2020 e 2021 alla variazione complessiva delle cessazioni non d’ufficio 2021/2019
Anni 2019-2021 (variazioni percentuali)
Fonte: elaborazioni Fondazione Symbola su dati Infocamere
A livello regionale, i saldi delle cessazioni non d’ufficio nel biennio per il core audiovisivo non si distribuiscono in modo omogeneo.
La Lombardia da sola concentra il grosso della riduzione di chiusure 2020-2021 rispetto al 2019, circostanza che come detto potrebbe tradursi in futuro in una prospettiva di criticità per 51 imprese (sommando le “mancate chiusure” 2020 e 2021).
Seguono in questa lista che prende a riferimento sempre l’intero biennio il Piemonte (-19), l’Emilia Romagna (-17) e la Sicilia (-16). Si mantengono sui livelli di chiusure pre-pandemici, se non superiori nella media del biennio, il Trentino-Alto Adige, la Toscana, l’Umbria, il Lazio e la Calabria.
Cessazioni non d’ufficio d’impresa nel core audiovisivo delle regioni italiane
Anno 2019, 2020 e 2021 (valori assoluti)
CESSAZIONI NON D’UFFICIO
| Regioni | 2019 | 2020 | 2021 | diff. 20/19 | diff. 21/19 |
| Piemonte | 30 | 25 | 16 | -5 | -14 |
| Valle d’Aosta | 0 | 0 | 1 | 0 | 1 |
| Lombardia | 88 | 65 | 60 | -23 | -28 |
| Trentino-Alto Adige | 9 | 10 | 12 | 1 | 3 |
| Friuli-Venezia Giulia | 6 | 2 | 4 | -4 | -2 |
| Veneto | 26 | 29 | 18 | 3 | -8 |
| Liguria | 9 | 6 | 3 | -3 | -6 |
| Emilia-Romagna | 29 | 23 | 18 | -6 | -11 |
| Toscana | 25 | 26 | 24 | 1 | -1 |
| Umbria | 4 | 1 | 6 | -3 | 2 |
| Marche | 8 | 8 | 4 | 0 | -4 |
| Lazio | 89 | 100 | 81 | 11 | -8 |
| Abruzzo | 7 | 7 | 4 | 0 | -3 |
| Molise | 3 | 0 | 2 | -3 | -1 |
| Campania | 23 | 24 | 21 | 1 | -2 |
| Puglia | 14 | 11 | 16 | -3 | 2 |
| Basilicata | 2 | 2 | 1 | 0 | -1 |
| Calabria | 6 | 6 | 6 | 0 | 0 |
| Sicilia | 21 | 16 | 10 | -5 | -11 |
| Sardegna | 10 | 4 | 5 | -6 | -5 |
| ITALIA | 409 | 365 | 312 | -44 | -97 |
Fonte: elaborazioni Fondazione Symbola su dati Infocamere
(2) Unioncamere, “La pandemia frena la natalità delle imprese: dal primo lockdown aperte 63mila aziende in meno”,
comunicato stampa del 23 aprile 2021. Il dato si riferisce al periodo marzo 2020-marzo 2021 (13 mesi).
(3) Si ricorda che l’iscrizione nel registro delle imprese è una pratica amministrativa obbligatoria “una tantum” che si definisce alla nascita dell’impresa e si compone in due fasi. La prima, in cui si presenta per via telematica una domanda apposita sottoscritta con la firma digitale, che deve essere effettuata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. La seconda, in cui si verifica la correttezza della domanda si procede all’iscrizione.
(4) La cessazione o cancellazione dal registro delle imprese è una procedura amministrativa che segue la procedura di liquidazione di una società di persone o di capitali. La cancellazione è una sorta di passaggio obbligatorio imposto dalla legge in maniera esplicita per le società di capitali. Parecchio discussa invece è stata dalla dottrina e dalla giurisprudenza la cancellazione dal registro delle società di persone.
(5) L’adozione del dato delle cessazioni non di ufficio si rende particolarmente necessaria per i dati 2021, data una particolare attività di pulizia dei registri della Camera di commercio di Roma, che ha visto in totale incidere del 76,9% le cessazioni di ufficio sul totale delle cessazioni, quota che per l’audiovisivo è stata pari addirittura al 91,6%. A livello complessivo per l’audiovisivo si riscontrano 312 cessazioni non d’ufficio (quelle effettive) a fronte di 912 di ufficio, incidenti sul totale delle cessazioni, pari a 1.224 per il 74,5%.