Ricerche Symbola 2020

Rapporto statistico nazionale core filiera audiovisiva (cinema e televisione) 2020

Fondazione Symbola | Settembre 2020

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Valore aggiunto e occupazione del core audiovisivo

Valore aggiunto e occupazione del core audiovisivo* per comparti produttivi e ripartizioni interne

Anno 2018 (valori assoluti e composizioni percentuali)

Valore aggiunto

AtecoDescrizione AtecoMln di euroRipartizione
CinemaTelevisioneMista
5911Produzione cinematografica, di video e programmi tv1.735,3465,5894,1375,7
5912Post-produzione cinematografica, di video e programmi tv304,174,0141,488,6
5913Distribuzione cinematografica, di video e programmi tv162,489,536,436,5
5914Proiezione cinematografica644,9644,90,00,0
6020Programmazione e trasmissioni tv3.250,50,03.250,50,0
TOTALE CORE AUDIOVISIVO6.097,21.273,94.322,5500,9
COMPOSIZIONI PERCENTUALI 2018100,019,371,29,5
COMPOSIZIONI PERCENTUALI 2017100,019,971,98,2

Occupati

AtecoDescrizione AtecoOccupatiRipartizione
CinemaTelevisioneMista
5911Produzione cinematografica, di video e programmi tv14.7543.9577.6023.195
5912Post-produzione cinematografica, di video e programmi tv2.6146361.216762
5913Distribuzione cinematografica, di video e programmi tv1.355746304305
5914Proiezione cinematografica5.9865.9860,00,0
6020Programmazione e trasmissioni tv25.4390,025.4390,0
TOTALE CORE AUDIOVISIVO50.14811.3264.322,54.261
COMPOSIZIONI PERCENTUALI 2018100,021,069,29,8
COMPOSIZIONI PERCENTUALI 2017100,021,170,58,4

Fonte: stime Fondazione Symbola

Le imprese prevalentemente cinematografiche, invece, contribuiscono per il 20,9%, ovvero poco meno di 1,3 miliardi di euro. Una quota residuale, pari all’8,2% (circa 500 milioni di euro), infine, è da attribuire a imprese che operano con simile intensità su tutti e due i fronti.
In termini di addetti, la composizione resta pressoché invariata, con il ruolo delle imprese prevalentemente televisive che si riduce leggermente (68,9%; 34.561 occupati) e quello del cinema che cresce di pari passo (22,6%; 11.326 occupati). L’area mista, caratterizzata dalle imprese per cui non prevale chiaramente nessuna delle due tipologie, continua ad incidere per una quota inferiore alla doppia cifra (8,5%; 4.260 addetti su un totale di oltre 50mila e duecento).

Le dinamiche in atto nel settore evidenziano degli aspetti che meritano di essere sottolineati. Infatti, complice la trasformazione tecnologica in atto, sembrano modificarsi gli equilibri organizzativi tra le imprese che operano nelle varie funzioni con il progressivo abbandono delle specializzazioni cinematografiche o televisive tra chi si occupa della fase di produzione (Ateco 5911 – Produzione cinematografica, di video e programmi tv). Ne consegue una dinamica molto favorevole per le imprese così dette “miste”, che operano sia producendo contenuti destinati al botteghino che ai canali televisivi. Basti pensare come, in un solo anno, questa tipologia di imprese, ha accresciuto di circa un quarto il livello di ricchezza e occupazione, in controtendenza con le imprese specializzate in uno o l’altro mondo, che invece registrano performance negative.

Le imprese televisive, invece, sembrano concentrarsi sulle funzioni di post-produzione e distribuzione, il che è soprattutto legato al fenomeno delle serie TV e dello sviluppo dei canali on demand. Soprattutto nella distribuzione, i dati riferiti agli ultimi dodici mesi a disposizione indicano un +25% di valore aggiunto e quasi un +30% di occupazione per questa particolare voce produttiva (Ateco 5913 – Distribuzione cinematografica, di video e programmi tv). Anche la post-produzione televisiva registra un’ottima performance, pari al +9,4% relativamente alla ricchezza prodotta e al +15% relativamente all’occupazione.