Ricerche Il sistema imprenditoriale dell’audiovisivo

Rapporto statistico nazionale sul core della filiera audiovisiva (cinema e televisione)

Fondazione Symbola | Maggio 2019

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Esperienze di studio internazionali e profilatura della filiera dell’audiovisivo

Tab 1. Confronto internazionale perimetri audiovisivo

StudiDefinizioneDomini
ESSNET Cultura 2009Settore audiovisivo e multimediale
Creative Skill Europe 2016Settore audiovisivo e multimediale
Unesco 2009Audio-visual and Interactive media
KEA 2006Settore Audiovisivo
Eurostat LEG Culture 2000Audio and audio/visual/multimedia
WIPO (Approccio alle industrie del copyright) 2015Motion picture and video / Radio and Television / Photography / Software, databases and Computer Games
DCMS Regno Unito 2017Settore Audiovisivo
Ministero Cultura Educazione e Sport Spagna 2014Settore Audiovisivo e Multimedia
Aperçu Statistique des Industries Culturelles 2006Settore Audiovisivo
Italia Creativa – Ernest & Young 2017Filiera creativa dell’Audiovisivo
Il Sistema dell’Audiovisivo – Bruno Leoni 2016Settore dei contenuti editoriali
Unindustria 2012 (ATECO 2007)Industria Audiovisiva
Rapporto sull’economia della cultura in Italia – Bodoe Spada 2000Audiovisivo

LEGENDA

Televisione — Radio — Cinema — Internet/Multimedia — Home video su supporto fisico — Musica (pubblicazione e registrazione) — Videogioco — Editoria cartacea — Agenzie di stampa — Software per la pubblicità — Software e banche dati — Fotografia

Dal 2010 il Rapporto “Io sono Cultura” curato da Fondazione Symbola e Unioncamere ricostruisce annualmente un quadro statistico sulle filiere della cultura e della creatività in Italia. Nello studio l’audiovisivo, in linea con gli orientamenti dei principali studi internazionali, fa riferimento alle attività legate ai film, ai video, alla radiotrasmissione e alla programmazione televisiva, (codici ATECO 2007 – quattro cifre di dettaglio).

A partire da questo comparto che definisce il perimetro dell’audiovisivo, si è deciso di adottare nel presente lavoro un perimetro più aderente alla realtà da indagare, strettamente legato alle attività del cinema e della televisione che chiameremo Core audiovisivo.

Tab. 2 Perimetro core audiovisivo

AtecoDescrizionePerimetro audiovisivoPerimetro Core audiovisivo (cinema e televisione)
59110Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivixx
59120Attività di post-produzione cinematografica, di video e di programmi televisivixx
59130Attività di distribuzione cinematografica, di video e di programmi televisivixx
59140Attività di proiezione cinematograficaxx
59201Edizione di registrazioni sonorex
59202Edizione di musica stampatax
59203Studi di registrazione sonorax
60100Trasmissioni radiofonichex
60200Programmazione e trasmissioni televisivexx

Fonte: Fondazione Symbola

Le basi informative utilizzate per l’analisi di queste attività produttive sono due:

  • Archivio Statistico delle Imprese Attive (ASIA) dell’Istat, ovvero il database delle imprese impiegato correntemente come base per la ricostruzione delle grandezze di contabilità nazionale inerenti i settori privati extra-agricoli e più in generale per l’analisi dei settori della statistica ufficiale;
  • Registro delle Imprese delle Camere di commercio.

In raccordo con quanto fatto nel Rapporto “Io sono cultura” sono state effettuate stime sull’occupazione interna (ovvero localizzata per luoghi di lavoro) e del valore aggiunto (**) per singola classe ATECO. 

Una volta quantificate le principali grandezze di contabilità nazionale, l’impostazione del lavoro prevede il perseguimento  di un ulteriore obiettivo, quello di ricomporre il core audiovisivo sulla base dell’articolazione dei contributi riguardanti la componente televisiva e quella cinematografica. Mentre per le classi 59.14 e 60.20 l’attribuzione è esclusiva (nel primo caso tutte le imprese sono afferenti alla componente cinematografica mentre nel secondo a quella televisiva), per le tre classi restanti (59.11, 59.12, 59.13) non è possibile identificare a priori la prevalenza di una delle due componenti, il che ha portato a implementare una specifica analisi su più livelli di analisi partendo  da microdati relativi ad un campione di oltre 4 mila imprese attive (***):

  1. Il primo si basa su una elaborazione dei dati testuali degli oggetti sociali e, più nello specifico, attraverso tecniche di text mining, nell’individuazione di parole chiave indicative dell’orientamento produttivo di ciascuna impresa secondo una scala in tre classi (prevalentemente televisivo; misto; prevalentemente cinematografico);
  2. Il secondo parte dall’analisi delle descrizioni delle attività, così come indicate dagli archivi delle Camere di commercio, al fine di rintracciare le stringhe “Cine” o “Tele/Tv” che distinguono nelle due categorie obiettivo;
  3. Il terzo si concentra sulla verifica delle attività secondarie ottenute sempre dagli archivi camerali, che permettono di analizzare attività ulteriori a quella principale (non necessariamente presenti). In questo caso il criterio di classificazione si basa sulla presenza di attività secondarie nelle due voci del perimetro già isolate (59.14 per il cinema e 60.20 per la televisione);
  4. Il quarto ha preso spunto dagli archivi sul Tax Credit relativi ai prodotti audiovisivi pubblicati dal MiBAC e distinti per tipologia (audiovisiva o cinematografica); l’eventuale accesso a queste forme di sostegno permette di comprendere in quali tipologie di produzioni l’impresa è attiva;
  5. L’ultimo si è basato sull’osservazione dei prodotti e delle uscite rilevabili dai siti web di oltre la metà delle imprese analizzate, per una copertura occupazionale pari a circa il 90% del settore. 

Nel complesso, dunque, ciascuna impresa è stata riclassificata nei tre ambiti, così da permettere la stima dei contributi delle sub-componenti al core audiovisivo (imprese, occupazione e valore aggiunto). 

(*) L’Ateco 2007 è la classificazione ufficiale delle attività economiche adottata dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) per le rilevazioni statistiche nazionali di carattere economico. L’Ateco 2007 è la versione italiana della Nomenclatura delle Attività Economiche (Nace) adottata dall’Eurostat nella sua versione più recente (rev. 2), adattata dall’Istat, nelle sue voci di maggior dettaglio, alle caratteristiche specifiche del sistema economico italiano. L’Ateco 2007 è infatti perfettamente sovrapponibile alla Nace fino alla quarta cifra di dettaglio (615 classi), laddove per la quinta (categorie) e sesta cifra (sottocategorie) le attività rappresentano una specificazione italiana.

(**) Il valore aggiunto, dato indicativo dell’attività produttiva di ogni settore, è la risultante della differenza tra il valore della produzione di beni e servizi conseguita dalle singole branche produttive e il valore dei beni e servizi intermedi dalle stesse consumati (materie prime e ausiliarie impiegate e servizi forniti da altre unità produttive). La somma dei valori aggiunti delle varie branche di attività economica del Paese, aumentata dell’Iva e delle imposte indirette sulle importazioni restituisce il Prodotto Interno Lordo (PIL). 

(***) Questo elenco si ottiene escludendo dal totale complessivo derivabile dai registri Istat circa 1.300 lavoratori autonomi, non classificabili come imprese e quindi non presenti negli archivi (Registro delle Imprese) con caratteristiche utili al processo di riqualificazione (oggetti sociali, descrizioni attività, ecc.).