È uscito ieri nelle sale “Una Boccata d’Aria“, un film di Alessio Lauria, prodotto da Matteo Rovere, una produzione Groenlandia con Rai Cinema. La sceneggiatura è curata da Aldo Baglio, Valerio Bariletti, Morgan Bertacca, Alessio Lauria e il film è distribuito da 01 Distribution.
Sinossi
Due fratelli orgogliosi e lontani, un’eredità contesa e un passato che torna a bussare alla porta. Quando viene a sapere della morte di suo padre, con cui non ha rapporti da tanti anni, Salvo (Aldo Baglio) si imbarca in un viaggio nella natia Sicilia.
L’obiettivo è convincere suo fratello Lillo a vendere il casale di famiglia per salvare la sua pizzeria sull’orlo del fallimento (un segreto che ha tenuto nascosto perfino a sua moglie e ai suoi figli). Ma il compito sarà tutt’altro che facile, e Salvo sarà costretto a fare i conti con tutte le sue scelte. Una commedia agrodolce sui rapporti familiari e su come non si finisca mai di crescere, anche a cinquant’anni.
I personaggi
Salvo: testardo e tenero, generoso e puntiglioso, Salvo ha la miccia corta e il cuore grande. Ama sua moglie e i suoi figli più di ogni altra cosa e proprio per questo vorrebbe proteggerli dai guai che si addensano sulla sua pizzeria. Imparerà che solo attraverso la fiducia reciproca, e solo insieme, si possono superare gli ostacoli. Il suo viaggio in Sicilia sarà un vero e proprio viaggio alle sue origini, e gli ricorderà cosa è veramente importante per lui.
Teresa: per stare accanto a un vulcano come Salvo ci vuole tanto carattere e tanta pazienza. Teresa ha aiutato Salvo nella sua impresa e quando scopre che la pizzeria è in guai grossi non può fare altro che partire alla ricerca di Salvo e costringerlo a darsi da fare insieme per salvare la situazione. Anche lei, una volta in Sicilia, dovrà chiedersi se non hanno fatto altro che inseguire una chimera, e che la vera felicità è altrove.
Lillo: da quando Salvo è partito per Milano, tanti anni prima, Lillo ha gestito il casale di famiglia con determinazione e impegno. Figuriamoci la sua reazione quando suo fratello salta fuori dopo tutto questo tempo a chiedergli di venderla per salvare la sua impresa…! Ma invece di fargli la guerra, Lillo, che ha imparato a seminare e raccogliere con pazienza, decide di ricordare a Salvo chi è veramente, e cosa si è lasciato alle spalle.
Emma: studia economia nella multietnica e vibrante Londra e la sua vita va a gonfie vele… oppure no? Anche Emma, come suo padre Salvo, tende a tenere i suoi problemi per sé e ha grande difficoltà a chiedere aiuto. Ma questa volta una disavventura più grande di lei la costringe a mandare giù l’orgoglio e tornare a casa. E proprio quando arriva in famiglia, scopre che tutto è andato all’aria, e che anche il suo contributo sarà necessario per salvare la situazione.
Enzo: suo padre vede in lui l’erede al trono della sua pizzeria, lui vorrebbe fare il musicista. O forse qualcos’altro. Giovane adulto, ma ancora spaesato, Enzo non ha ancora le idee chiare sul suo futuro – come molti nella sua generazione. Vorrebbe accontentare suo padre e ricambiare il suo affetto, ma sente che la sua vita punta altrove. Sarà lui a far capire finalmente a Salvo che amare significa anche lasciare andare.
Cast artistico
Il cast di “Una Boccata d’Aria” è composto, tra gli altri, da Aldo Baglio (Salvo), Lucia Ocone (Teresa), Giovanni Calcagno (Lillo), Ludovica Martino (Emma). Ci sono, poi, Davide Calgaro (Enzo), Manuela Ventura (Carmela), Mario Di Leva (Fofò), Tony Sperandeo (Nunzio), Sergio Vespertino (Sindaco) e Massimiliano Giulio Benvenuto (Dario). Infine, fanno parte del cast, Emanuela Rimoldi (Ramona), Francesca Faiella (Anna), Enrico Gippetto (Salvo, 17 anni), Samuel Cusimano (Lillo, 10 anni) e Marcello Mazzarella (Notaio Rosario).
Note di regia
Alessio Lauria, regista de “Una Boccata d’Aria“, afferma:
“Ho cercato di girare una commedia sofisticata, divertente, emozionante, che avesse ritmo, il cui fine principale fosse quello di intrattenere lo spettatore facendolo ridere ma anche commuovere. L’obiettivo era quello di prendere i toni sopra le righe di un talento comico come Aldo Baglio, che con il trio Aldo, Giovanni e Giacomo ha fatto la storia della comicità italiana, e inserirli in una commedia divertente sì ma anche verosimile ed emozionante.“
“Salvo (Aldo Baglio) è un padre egocentrico, presuntuoso e incapace di ascoltare gli altri, si è preso il trono da capofamiglia ed è convinto di poterla gestire senza l’aiuto di nessuno. Gli altri componenti della famiglia, come tutti, hanno i loro eccessi, ma agiscono in modo più ragionevole di Salvo (e ci vuole poco). Gli attori hanno recitato con toni sì di commedia ma più realistici, a compensare la comicità dirompente di Aldo. Anche Lillo, il fratello ritrovato di Salvo, agisce in maniera eccessiva (è pur sempre suo fratello), ma con registri opposti: Lillo è un orso che ha vissuto da eremita, ed è l’opposto di Salvo, umile, introverso, incapace di relazionarsi con gli altri. In comune hanno solo un’infantile testardaggine.“
“Abbiamo selezionato attori dotati di uno humor affine alla nostra scrittura, in grado di valorizzare le battute scritte in sceneggiatura con il loro carattere. La regia ha prediletto la semplicità: sono stati ridotti al minimo gli artifici stilistici, e i movimenti di macchina inseriti solo se funzionali al racconto. Il protagonista scappa da Milano e dai suoi problemi per prendere una boccata d’aria nel paesino in Sicilia in cui ha trascorso l’infanzia.”
“La regia ha assecondato questo racconto passando da una macchina a mano – impercettibile, quasi per niente nervosa – con inquadrature telate e un massiccio uso di quinte – a restituire la sensazione claustrofobica in cui si trova il protagonista a Milano – per poi, una volta arrivati in Sicilia, sfruttare maggiormente inquadrature fisse con ottiche più aperte e senza troppe quinte, linguaggio che aiuta il pubblico a esperire direttamente la sensazione di break e rilassatezza provata dal protagonista al suo arrivo al paesino.”
“Anche il suono ha seguito questa evoluzione: siamo passati dagli ambienti rumorosi di Milano alla quiete della campagna siciliana. Non è cambiato invece il ritmo, vivace dall’inizio alla fine del film. Ad essere privilegiati costumi e location che hanno trasmesso autenticità e vissuto piuttosto che eleganza e pulizia. Salvo non torna nel classico paesino del sud da cartolina ma in un borgo di poche centinaia di anime, desolato eppure fascinoso per chi lo sa guardare.“