“Il Legionario“, il film diretto da Hleb Papou, sbarca al cinema il 24 febbraio distribuito da Fandango.
Il film è scritto da Giuseppe Brigante, Emanuele Mochi e Hleb Papou ed è prodotto da Clemart e Mact Productions in collaborazione con Rai Cinema.
Sinossi
Puoi fare finta di niente, ma in questo momento a Roma si sta consumando una battaglia. Migliaia di persone disperate sono costrette a occupare palazzi inabitati per rivendicare il diritto ad avere un tetto sopra la testa.
Le forze dell’ordine hanno il dovere di tutelare la legge e di impedire che questo avvenga.
Daniel, nato a Roma da genitori africani, è cresciuto in un palazzo occupato. Molti anni fa ha deciso di andarsene per farsi una nuova vita ma adesso è costretto a ritornare. Questa volta, però, in divisa da poliziotto del Primo Reparto Mobile della Polizia di Stato.
La sua missione è sgomberare il palazzo in cui ancora vivono sua madre e suo fratello, che intanto è diventato il leader degli occupanti. Daniel, celerino tra gli occupanti e occupante tra i celerini, deve scegliere: restare fedele al suo corpo di polizia o salvare la propria famiglia dallo sgombero.
Il cast
Nel cast de “Il Legionario“, tra gli altri, Germano Gentile, Maurizio Bousso, Marco Falaguasta e Félicité Mbezelé.
Note di produzione
Riteniamo che questo progetto abbia una valenza molto forte in questo momento storico del nostro paese.
Si parla spesso di accoglienza, migranti, italiani di seconda generazione, ma spesso non si capisce a pieno cosa significa vivere queste dinamiche dal di dentro.
Papou, autore bielorusso naturalizzato italiano, vuole restituire un punto di vista altro, una soggettiva da dentro, appunto, e lo fa immaginando una situazione estrema, simbolica: un celerino di colore costretto a sgomberare i propri familiari da una casa occupata in cui lui stesso è cresciuto.
Uno scontro di culture, ma soprattutto un conflitto identitario.
Secondo recenti indagini, Roma risulta al primo posto in Italia con 92 insediamenti abusivi all’interno di altrettanti edifici, 66 dei quali ad uso abitativo, e 12 mila occupanti.
Il soggetto del film tocca da vicino la capitale, dove il film è ambientato, ma anche altre città italiane come Napoli e Milano, ed è al centro di accese discussioni politiche e considerazioni etiche.
Come imprenditori del settore culturale ci è sembrato urgente e opportuno portare, con i nostri strumenti, l’attenzione su questi temi e riteniamo che Papou abbia avuto la giunta spinta per fare un film all’altezza di una questione tanto spinosa attraverso una messa in scena schietta ed efficace.
Note di regia
L’idea de Il legionario nasce da un’esigenza molto forte: raccontare l’Italia multiculturale di oggi e la generazione dei nuovi italiani, figli di immigrati ma nati e cresciuti in questo Paese. Il mio obiettivo insieme a quello del film è di esplorare questa tematica attraverso una duplice chiave di lettura. Con due protagonisti, due fratelli totalmente diversi, entrambi italiani di seconda generazione di origine africana.
Da un lato Daniel, un poliziotto del I Reparto mobile di Roma, dall’altro suo fratello, un occupante che lotta per il diritto di avere un tetto sopra la testa. L’idea nasce da un’immagine, che mi era venuta in mente nel 2014, ovvero di un poliziotto di pelle nera in uno dei reparti più̀ duri della Polizia, un ragazzo che in uno Stato democratico rivendica il diritto di poter essere un celerino, contro tutti gli stereotipi. Partendo da quest’immagine il film si evolve raccontando un’ulteriore storia: quella dell’ormai atavica questione dell’emergenza abitativa romana, poco conosciuta e allo stesso tempo molto controversa.