News Film

“American Night” sbarca al cinema dal 19 maggio

17.05.2022

Condividi su Facebook | Twitter | LinkedIn

American Night” sbarca al cinema dal 19 maggio, distribuito da 01 Distribution. Il film è prodotto da Martha Production, Pegasus, QMI e Rai Cinema ed è scritto e diretto da Alessio Della Valle.

Clicca qui per vedere il trailer

Crediti di produzione

Produttori: Martha Capello e Ilaria Dello Iacono.
Co-produttore: Zach Staenberg. Produttori Associati: Giovanni Cova, Sergio Romerio, Wenwen He, Jiran Jeng, Tiziana Rocca, Marc Westerholt, Alessio Della Valle. Produttore esecutivo: Giorgio Ferrero.

Sinossi

Michael Rubino (Emile Hirsch) è appena diventato capo di tutti i capi della mafia di New York. Il suo più grande desiderio è quello di poter dedicare la sua vita alla pittura e diventare un grande artista. John Kaplan (Jonathan Rhys Meyers) è un mercante d’arte disordinato e ombroso ma è anche il migliore al mondo per l’individuazione dei falsi. Le strade dei due, apparentemente così distanti, si incontreranno davanti a un bivio di cruciale importanza, quando il furto della Marylin di Warhol darà il via ad una serie di accadimenti imprevisti che sconvolgeranno le loro vite.

Il cast

Nel cast di “American Night” troviamo Jonathan Rhys Meyers, Emilie Hirsch, Paz Vega, Jeremy Piven, Fortunato Cerlino, Anastacia, Michael Madsen, Annabelle Belmondo, Alba Amira Ramadani, Lee Levi, Maria Grazia Cucinotta e Marco Leonardi.

Note di regia

American Night è un puzzle film a capitoli, un racconto circolare in cui tre storie diverse si intrecciano tra di loro e in cui l’ordine degli accadimenti (fabula) non coincide con l’ordine in cui sono raccontati (intreccio). Si può considerare un vero e proprio rebus mentale. Il film è ambientato nel mondo dell’arte contemporanea di New York. Tutti i personaggi, infatti, lavorano o hanno un legame con l’arte. American Night è anche un omaggio alla Pop-Art di Andy Warhol che trae ispirazione dal lavoro del maestro italiano, Mario Schifano, presente nel film con il suo “Propaganda” o meglio conosciuto come il “Coca Cola”.

Il neo-noir non è solo presente nell’ambientazione, ma anche nei personaggi che rispecchiano i canoni del genere: John Kaplan (Jonathan Rhys Meyers) è “l’anti-eroe”, aspira al bene ma per farlo utilizza il metodo sbagliato. Michael Rubino (Emile Hirsch) è “l’antagonista”, un boss mafioso che sogna di fare il pittore, è destinato al male ma cerca in tutti i modi di cambiare questo destino. Sarah Flores (Paz Vega) è la stimata restauratrice del Museo Panofsky ed è colei che guida il protagonista verso il bene; Katie (Annabelle Belmondo) è una ricettatrice di opere d’arte rubate e rappresenta la “femme fatale”; Shakey (Fortunato Cerlino), è un narcolettico che lavora come corriere internazionale di opere d’arte trafugate; Vincent (Jeremy Piven) è uno stuntman che soffre di vertigini, rappresenta “l’innocente”, ed è il fratello di John Kaplan. […]

Il titolo “American Night” nasce perché l’America rappresenta il mondo nella sua policulturalità e la notte è il simbolo dell’oscurità, ma anche dell’inconscio.
L’inconscio contiene il doppio, ed uno dei temi tipici dei noir è proprio la duplicità dei personaggi. Così, in “American Night” niente è ciò che sembra: ogni personaggio, ogni scelta, ogni momento viene presentato in un modo allo spettatore, per poi rivelare una verità ben diversa. Visivamente ho tratto ispirazione da precise opere d’arte (ad es. “La morte di Chatterton” di Wallis), e da alcune precise poesie (“L’addormentato nella valle” di Rimbaud) che ho realizzato in immagini. È un neo-noir dove bellezza e violenza si alternano, così come scene cruente a scene di poesia. […]

American Night è anche un racconto sull’accettare sé stessi. Il viaggio dell’eroe richiede che alla fine del viaggio tornerà cambiato, ma io non credo che le persone cambino. E quindi l’arco che tutti i personaggi affronteranno non è un arco che li cambia, bensì un arco che li porta ad accettare la propria natura, ad accettare sé stessi.

Perché il mondo dell’arte? A diciassette anni per una serie di incontri casuali, mi è stato chiesto di fare il “ragazzo di bottega” per un famoso pittore che stava per iniziare a fare un ciclo di affreschi sulla madonna, a Firenze, impiegando la stessa tecnica usata nel rinascimento. Ed è così che mi sono trovato ad inchiodare la sinopia della madonna sulle volte della chiesa, a passare il legno bruciato sui fori, a sistemare le luci, le impalcature che mi sorreggevano a trenta metri di altezza nella chiesa – è iniziato il mio incontro con l’arte.

Leggi anche

Vedi tutti