Il primo episodio della terza stagione de “Il Cacciatore” andrà in onda stasera alle 21.25 su Rai2.
La serie tv è liberamente tratta dal libro “Cacciatore di mafiosi” di Alfonso Sabella, edito da Mondadori.
Alla regia della nuova stagione, Davide Marengo (Episodi 1-2-3-5) e Fabio Paladini (Episodi 4-6-7-8).
Ѐ prodotta da Rosario Rinaldo per Cross Productions e da Beta Film, in collaborazione con Rai Fiction.
Sinossi
Per il procuratore antimafia Saverio Barone la posta in gioco non è mai stata così alta: Vito Vitale, ultimo dei corleonesi, ha giurato di ucciderlo, Pietro Aglieri e Bernardo Provenzano sono a piede libero e continuano a intessere la loro trama perversa, abbandonando la stagione delle stragi e legandosi a doppio filo con la politica e le istituzioni. Giada, la moglie di Saverio, si è ormai trasferita in un’altra città, portando con sé la loro figlia Carlotta. Saverio sa di trovarsi davanti a un bivio: sacrificare i propri affetti per scongiurare l’insorgere della nuova Mafia; oppure accettare il fatto che perseguire quell’obiettivo impossibile non lo renderà comunque un uomo migliore, rischiando di compromettere anche il rapporto con sua figlia.
In questa terza stagione, la caccia di Saverio diviene quindi un percorso di maturazione personale che lo porterà a una profonda consapevolezza umana.
Il primo episodio
Il PM Saverio Barone è nel mirino del mafioso Vito Vitale. Per questo motivo, da mesi vive rinchiuso in un bunker nei sotterranei della procura di Palermo, senza vedere la sua ex moglie Giada ma soprattutto senza poter vedere sua figlia Carlotta. C’è anche un altro motivo per cui il magistrato si è isolato. Sta lavorando all’indagine segreta su Pietro Aglieri e Bernardo Provenzano che gli ha affidato il suo capo Elia. I due mafiosi rappresentano una mafia nuova, abile ad insinuarsi negli uffici e nei ministeri, e per questo molto più pericolosa rispetto all’ala “stragista” di Cosa Nostra, capace solo di sparare, guidata da Vitale.
A rendere ancora più complicata la vita di Saverio in procura ci pensa la nuova arrivata, Paola Romano. La giovane, timida e insicura, è considerata da tutti una raccomandata per via di suo padre, eminente avvocato. Paola viene affidata a Saverio che però non ha proprio il tempo per farle da mentore: deve trovare Vitale in fretta e la strada giusta può essere quella di approfittare della rete di amanti che il mafioso visita regolarmente nonostante la latitanza.
Intanto Pietro Aglieri accoglie un nuovo adepto, Davide. Il ragazzo, entusiasta di essere al cospetto del carismatico e colto boss, viene iniziato alla vita criminale, ma riceve anche l’istruzione che gli manca. In questo modo può tornare alla carica con Sonia, ragazza di cui è da tempo innamorato, senza però essere corrisposto.
I comportamenti imprudenti di Vitale, che si sposta di continuo per visitare le sue donne, suscitano il disappunto della sorella Giusy e di uno dei suoi sgherri, Renda, che dopo aver capito che il suo collerico boss vuole ucciderlo, si consegna spontaneamente ai carabinieri. Saverio, nonostante sia schiacciato da frequenti attacchi di panico, si precipita ad interrogarlo. Ma nel tragitto la sua macchina blindata ha un incidente. Non ci sono conseguenze, se non che Elia è costretto a firmare un ordine temporaneo di trasferimento in Trentino per Barone.
Il cast
Tra gli attori del cast de “Il Cacciatore” troviamo Francesco Montanari, Roberto Citran, Linda Caridi, Gaetano Bruno, Giorgio Caputo, Francesca Inaudi, Marco Rossetti, Miriam Dalmazio, Marcello Mazzarella, Paolo Ricca, Peppino Mazzotta e Danilo Arena.
Note di regia
“La terza stagione de “Il Cacciatore” rappresenta un cambio di passo rispetto alle stagioni precedenti, virando progressivamente il fuoco della regia dalla condizione di guerra permanente del protagonista al racconto di un universo più intimo e stratificato. Una scelta resa necessaria dall’emergere di un nuovo tipo di mafia, diversa da quella che Saverio Barone è stato abituato a combattere fino ad ora. È una mafia silenziosa, sommersa, una mafia che non fa stragi e che ha saputo insediarsi ed emergere anche in seno allo Stato. Un nemico che mette in crisi le certezze di Barone e lo fa interrogare sul senso della sua missione: a che scopo servire lo Stato, quando di quello Stato non sai nemmeno quanto puoi fidarti? Ha davvero senso sacrificare ogni affetto, ogni parvenza di vita normale? È ancora possibile una vittoria?” Hanno dichiarato i registi Davide Marengo e Fabio Paladini.