Ricerche Symbola 2021

Le attività audiovisive Post-Covid 19: impatti e potenzialità di rilancio della filiera

Fondazione Symbola | Ottobre 2021

Condividi su Facebook | Twitter | LinkedIn

Le strategie post-covid delle imprese: alcuni casi di approfondimento

Come emerso dal paragrafo precedente, le aziende dell’audiovisivo sembrano affrontare la crisi sanitaria del 2020 con due prospettive. La prima, che riguarda tutti, protesa a limitare l’impatto economico delle misure restrittive; la seconda, che riguarda solo una parte del sistema produttivo, volta ad impostare strategie di rilancio e riorientamento dell’attività.

Al fine di comprendere più a fondo le dinamiche interne al comparto, quindi, si è proceduto alla realizzazione di una serie di interviste dettagliate rilasciate da imprese di diverse dimensioni e con target diversi. Le interviste hanno cercato di approfondire i trend tecnologici, gli andamenti di mercato, le evoluzioni del settore, sia dal lato della domanda che dell’offerta di prodotti e servizi legati all’audiovisivo.

Quello che emerge è un quadro dinamico ed in forte evoluzione, tendenzialmente positivo, nonostante i difficili mesi che il settore vive. Gli operatori appaiono fiduciosi di riprendere velocemente il ritmo di crescita che ha caratterizzato il mercato negli ultimi anni, pur preoccupati dagli effetti della crisi sanitaria. Al di là delle peculiarità legate al singolo operatore, l’indagine evidenzia alcune indicazioni generali che emergono in modo ricorrente dalle testimonianze:

  • La crisi sanitaria ha determinato un blocco delle attività che ha penalizzato soprattutto la fase di produzione, determinando la sospensione delle riprese e lo slittamento temporale dell’avvio di nuove produzioni, con conseguente slittamento in avanti dei fatturati.
  • Tale sospensione, tuttavia, non si è tradotta in un blocco totale delle attività, con le imprese che hanno continuato a lavorare alla programmazione di attività future, alle fasi di post- produzione del girato, alla fase creativa dei contenuti e alla riorganizzazione interna dei processi. Il ricorso a strumenti di cassa integrazione è stato limitato, se confrontato con quello di altri settori.
  • Le imprese hanno subito un processo di evoluzione tecnologica negli ultimi anni che gli ha consentito di trovarsi preparate allo spostamento indotto delle attività sul digitale e sullo smart working. La totalità degli intervistati ha infatti dichiarato che non sono stati necessari particolari investimenti per adattarsi al lavoro da remoto, se non una generale revisione dei processi necessari a gestire la nuova dinamica operativa.
  • Gli operatori sono abbastanza soddisfatti delle misure adottate a livello governativo per il sostegno del settore. Viene richiesto da più parti uno snellimento e una semplificazione delle procedure necessarie alla fruizione delle misure, per massimizzarne l’efficacia, tuttavia strumenti come il tax credit, sono stati in larga parte accolti con favore.
  • Il blocco della produzione durante il lockdown ha determinato una carenza di contenuti con conseguente forte aumento della richiesta da parte provider e dei network di distribuzione. Questo fenomeno ha portato ad un aumento massiccio della richiesta, accompagnato da qualche difficoltà nel reperire le figure tecniche necessarie a comporre i team di produzione, dovute ad una saturazione, seppur temporanea dell’offerta.
  • L’ingresso degli streamers e di piattaforme digitali per la fruizione di contenuti sta determinando una crescita strutturale della domanda che prosegue oramai da diversi anni e che determina una generale vitalità del mercato. I nuovi player, peraltro, hanno anche influito sulla tipologia di prodotti richiesti, oggi orientata molto più che in passato sulla serialità, con conseguente internazionalizzazione delle produzioni.
  • Una evoluzione profonda del settore è ormai in atto già da diversi anni, l’emergenza sanitaria non ha determinato particolari cambiamenti ma sta rappresentando un forte elemento di accelerazione della transizione in atto.