Le analisi dei flussi di natimortalità del Registro delle Imprese
Per affrontare il presente e l’imminente sono determinanti informazioni statistiche tempestive, come ad esempio quelle del Registro delle imprese delle Camere di commercio. In particolare, questa fonte consente di disporre di un quadro statistico su base trimestrale e mensile, restituendo il quadro della natimortalità delle imprese aggiornato a livello di mese.
I dati disponibili analizzati in questo rapporto, riferiti al 2020 (con il confronto con gli anni passati) riguardano in particolare le imprese registrate e i flussi di iscrizioni e cancellazioni declinabili per settore di attività economica e localizzazione geografica.
Le analisi che seguono offrono un quadro statistico riferito alle attività economiche che rientrano nella sfera cine-televisiva. Il perimetro definito core audiovisivo ricomprende le seguenti attività al quarto digit della classificazione delle attività economiche (classi della classificazione Ateco 2007 [1]):
- 59.11 Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi tv;
- 59.12 Attività di post-produzione cinematografica, di video e di programmi tv;
- 59.13 Attività di distribuzione cinematografica, di video e di programmi tv;
- 59.14 Attività di proiezione cinematografica;
- 60.20 Programmazione e trasmissioni televisive
Nel mese di aprile 2020, nell’ambito di una audizione su iniziative di sostegno ai comparti dell’industria, del commercio e del turismo nell’ambito della congiuntura economica conseguente all’emergenza da COVID-19, Unioncamere [2] evidenziava, già nel mese di marzo e nelle anticipazioni su aprile, primi segnali degli effetti della pandemia sulla natalità delle imprese. Anticipazioni che hanno trovato conferma lungo tutto il 2020 e che ci permettono di delineare il quadro nella filiera audiovisiva ricostruita.
Quel che appare subito evidente è un arresto delle iscrizioni[3]. e una stagnazione delle cessazioni[4]. Le mancate iscrizioni sono determinate da due fattori: le difficoltà logistiche durante i mesi di lockdown e negli ultimi mesi del 2020 e la perdita di fiducia nell’immediato prossimo da parte degli investitori. Il “congelamento” delle cessazioni, invece, nasconde un fenomeno che ancora non ha prodotto appieno i suoi effetti, attesi durante l’anno in corso[5]. D’altronde, l’impossibilità di licenziare e i sussidi ricevuti stanno tenendo in vita imprese che difficilmente troverebbero una quadratura finanziaria in condizioni di operatività di libero mercato, il che posticipa i segnali di crisi all’interno delle informazioni statistiche del registro camerale.
Queste considerazioni possono essere tramutate in numeri sia per l’Italia nel suo complesso che per la situazione specifica del core audiovisivo.
In Italia, durante il 2020, il numero di iscrizioni è sceso a 292.308. Si tratta di un valore oltre 60mila unità inferiore a quello dell’anno precedente6, quando l’ammontare complessivo di nuove imprese iscritte per la prima volta al Registro delle imprese superò quota 353mila. Il saldo tendenziale peggiore (il picco negativo) è da associare al secondo trimestre, quando si registrarono oltre 34mila iscrizioni in meno per effetto del lockdown imposto a contrasto della espansione della pandemia. La seconda metà dell’anno ha mantenuto un quadro di peggioramento, anche se su ritmi meno incisivi.
Al calo delle iscrizioni sul territorio nazionale ha corrisposto un ridimensionamento di portata quasi analoga del numero di imprese cessate. Durante l’anno, infatti, le chiusure aziendali sono scese fino a quota 307.686, ovvero oltre 55mila in meno rispetto quanto osservato nel 2019, quando si registrarono oltre 362mila cancellazioni dal Registro Imprese.
In questo caso, a trainare l’indicatore è stato soprattutto il saldo relativo al primo trimestre, quindi in un momento antecedente la crisi. Ad oggi il valore sembra essersi stabilizzato, il che è essenzialmente frutto delle misure di contrasto alla disoccupazione e all’imprenditoria che tendono ad aumentare i livelli di sopravvivenza anche di imprese in forte difficoltà che, almeno per il momento, rimandano la chiusura ufficiale delle attività. Ciò vuol dire che, con il fisiologico allentamento delle misure straordinarie previste, i dati sulle cessazioni d’impresa saranno destinati come già detto a crescere sensibilmente, verosimilmente lungo la fine del 2021, con qualche piccolo segnale che potrà scorgersi anche durante i prossimi mesi.
Tab. 1 – Iscrizioni e cessazioni d’impresa nel core audiovisivo delle regioni italiane
Anno 2011, 2018, 2019 e 2020 (valori assoluti)
Iscrizioni
| Ateco | Descrizione Ateco | 2011 | 2018 | 2019 | 2020 |
| 5911 | Produzione cinematografica, di video e di programmi tv | 269 | 265 | 264 | 218 |
| 5912 | Post-produzione cinematografica, di video e di programmi tv | 32 | 36 | 66 | 48 |
| 5913 | Distribuzione cinematografica, di video e di programmi tv | 2 | 6 | 0 | 4 |
| 5914 | Proiezione cinematografica | 21 | 11 | 9 | 13 |
| 6020 | Programmazione e trasmissioni tv | 9 | 10 | 8 | 7 |
| CORE AV | CORE Audiovisivo | 333 | 328 | 347 | 290 |
| TOTALE | TOTALE ECONOMIA | 391.310 | 348.492 | 353.052 | 292.308 |
Cessazioni
| Ateco | Descrizione Ateco | 2011 | 2018 | 2019 | 2020 |
| 5911 | Produzione cinematografica, di video e di programmi tv | 491 | 339 | 369 | 402 |
| 5912 | Post-produzione cinematografica, di video e di programmi tv | 20 | 32 | 39 | 32 |
| 5913 | Distribuzione cinematografica, di video e di programmi tv | 28 | 24 | 13 | 23 |
| 5914 | Proiezione cinematografica | 100 | 38 | 57 | 35 |
| 6020 | Programmazione e trasmissioni tv | 9 | 14 | 21 | 15 |
| CORE AV | CORE Audiovisivo | 648 | 447 | 499 | 507 |
| TOTALE | TOTALE ECONOMIA | 393.463 | 340.715 | 362.218 | 307.686 |
Fonte: elaborazioni Fondazione Symbola su dati Infocamere
In questo contesto, l’audiovisivo mostra delle conferme ai ragionamenti appena esposti e alcune eccezioni. In termini di iscrizioni, le 290 registrate durante l’anno evidenziano una riduzione rispetto all’analogo dato del 2019 (-57 imprese) che, se espressa in termini percentuali, appare sostanzialmente in linea con il dato complessivo dell’economia italiana (-16,4% contro il -17,2%). Tra i comparti del core audiovisivo, le imprese che operano nella fase di produzione (Ateco 5911) e della fase di post-produzione (Ateco 5912) sono quelle caratterizzate da un peggioramento più evidente (-46 e -18 iscrizioni). In particolare, la produzione audiovisiva (Ateco 5911) registra una riduzione del 46,0% delle iscrizioni durante l’anno in corso. Gli altri comparti, invece, non mostrano ancora segnali di ulteriore peggioramento, grazie a dati sostanzialmente in linea con l’anno precedente.
Graf. 1 – Andamento delle iscrizioni d’impresa del core audiovisivo
Anno 2020 (variazioni percentuali tendenziali per i primi otto mesi del 2020)
Fonte: elaborazioni Fondazione Symbola su dati Infocamere
Nonostante una sostanziale analogia in relazione alla dinamica delle iscrizioni, sul fronte delle cessazioni si evidenziano particolari differenze con il contesto economico complessivo della Penisola. A una contrazione del numero di chiusure pari al -15,1% relativamente all’intera economia, infatti, si associa una crescita in controtendenza ascrivibile al core audiovisivo (+8,9%) che trova sostanziale conferma anche con il solo riferimento alle attività della produzione cinematografica e televisiva (Ateco 5911). Queste differenti performance relative al 2020 appianano le divergenze accumulate negli anni precedenti, restituendo dinamiche di lungo periodo pressoché analoghe (-21,8%; -18,1% in relazione alla sola attività produttiva).
Graf. 2 – Dinamica delle cessazioni d’impresa del core audiovisivo
Anno 2020 (variazioni percentuali tendenziali per i primi otto mesi del 2020)
Fonte: elaborazioni Fondazione Symbola su dati Infocamere
Su base regionale, in relazione alle iscrizioni, solo il Veneto (da 17 a 25) e la Campania (da 14 a 18) mostrano un andamento chiaramente contrario a quello complessivamente ricordato per l’intera filiera nazionale. Relativamente alle cessazioni, invece, il 2020 sembra aver inciso negativamente soprattutto sul Lazio (da 118 a 186) mentre la Lombardia mostra una dinamica contraria a quella media nazionale, con il numero di chiusure ridottosi da 135 a 97 nel giro di soli dodici mesi.
Tab. 2 – Iscrizioni e cessazioni d’impresa nel core audiovisivo delle regioni italiane
Anno 2011, 2018, 2019 e 2020 (valori assoluti)
| Iscrizioni | Cessazioni | |||||||
| Regione | 2011 | 2018 | 2019 | 2020 | 2011 | 2018 | 2019 | 2020 |
| Piemonte | 27 | 19 | 33 | 23 | 33 | 35 | 34 | 25 |
| Valled’Aosta | 0 | 1 | 1 | 2 | 5 | 0 | 0 | 0 |
| Lombardia | 59 | 67 | 78 | 67 | 142 | 69 | 135 | 97 |
| Trentino-Alto Adige | 7 | 22 | 23 | 11 | 12 | 14 | 10 | 10 |
| Friuli-Venezia Giulia | 6 | 13 | 4 | 5 | 9 | 7 | 6 | 2 |
| Veneto | 22 | 24 | 17 | 25 | 21 | 30 | 28 | 32 |
| Liguria | 8 | 8 | 9 | 6 | 13 | 10 | 9 | 8 |
| Emilia-Romagna | 34 | 26 | 33 | 25 | 52 | 35 | 30 | 25 |
| Toscana | 26 | 25 | 24 | 22 | 40 | 18 | 28 | 35 |
| Umbria | 6 | 4 | 2 | 4 | 6 | 4 | 4 | 1 |
| Marche | 15 | 14 | 12 | 6 | 15 | 15 | 8 | 8 |
| Lazio | 44 | 42 | 46 | 44 | 148 | 117 | 118 | 186 |
| Abruzzo | 13 | 5 | 7 | 3 | 18 | 4 | 7 | 8 |
| Molise | 2 | 3 | 2 | 2 | 4 | 0 | 3 | 0 |
| Campania | 14 | 11 | 14 | 18 | 36 | 23 | 25 | 27 |
| Puglia | 22 | 15 | 16 | 15 | 20 | 30 | 15 | 12 |
| Basilicata | 5 | 3 | 3 | 0 | 4 | 3 | 2 | 2 |
| Calabria | 4 | 5 | 5 | 1 | 6 | 6 | 6 | 6 |
| Sicilia | 15 | 14 | 12 | 8 | 48 | 22 | 21 | 17 |
| Sardegna | 4 | 7 | 6 | 3 | 16 | 5 | 10 | 6 |
| ITALIA | 333 | 328 | 347 | 290 | 648 | 447 | 499 | 507 |
Fonte: elaborazioni Fondazione Symbola su dati Infocamere
[1] Nel caso del dettaglio utilizzato occorre specificare che ci son aziende che nel registro sono classificati con codici a 2 o tre cifre e altre non classificate, per cui i dati utilizzati riguardano le imprese che hanno esplicitato il codice a 4 digit.
[2] Unioncamere, “Documento delle Camere di commercio: relazione e proposte per la ripartenza dell’economia”, Affare sulle iniziative di sostegno ai comparti dell’industria, del commercio e del turismo nell’ambito della congiuntura economica conseguente all’emergenza da COVID-19, Memoria scritta, Roma, 7 maggio 2020, 10a Commissione Industria, commercio e turismo Senato della Repubblica, Roma.
[3] L’iscrizione nel registro delle imprese è una pratica amministrativa obbligatoria “una tantum” che si definisce alla nascita dell’impresa e si compone in due fasi. La prima, in cui si presenta per via telematica una domanda apposita sottoscritta con la firma digitale, che deve essere effettuata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. La seconda, in cui si verifica la correttezza della domanda si procede all’iscrizione.
[4] La cessazione o cancellazione dal registro delle imprese è una procedura amministrativa che segue la procedura di liquidazione di una società di persone o di capitali. La cancellazione è una sorta di passaggio obbligatorio imposto dalla legge in maniera esplicita per le società di capitali. Parecchio discussa invece è stata dalla dottrina e dalla giurisprudenza la cancellazione dal registro delle società di persone.
[5] Recenti note del Sistema camerale parlano di 350 mila imprese in grande difficoltà e contrassegnate da indicatori comportamentali preoccupanti (Unioncamere, Centro studi delle camere di commercio Guglielmo Tagliacarne, Screenshot dell’economia – 25 istantanee sull’anno della crisi pandemica e sulle prospettive di ripresa, 28 aprile 2021.
[6] Ampliando ai 13 mesi della crisi pandemica, la perdita di nuove imprese è stimata in 63mila: https://www.unioncamere.gov.it/P42A4767C160S123/la-pandemia-frena-la-natalit%EF%BF%BD-delle-imprese–dal- primo-lockdown-aperte-63mila-aziende-in-meno.htm.