Note metodologiche
Questo rapporto presenta i dati aggiornati sulla struttura e sulla natalità/mortalità delle imprese del settore audiovisivo, elaborati a partire dalle principali fonti statistiche ufficiali, come Istat e i Registri camerali. L’analisi si basa sui codici ATECO 2007 a quattro cifre, che identificano le seguenti categorie:
- 59.11 Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi tv;
- 59.12 Attività di post-produzione cinematografica, di video e di programmi tv;
- 59.13 Attività di distribuzione cinematografica, di video e di programmi tv;
- 59.14 Attività di proiezione cinematografica;
- 60.20 Programmazione e trasmissioni televisive.
I dati Istat, derivati dall’Archivio Statistico delle Imprese Attive (ASIA), evidenziano una tendenza positiva per il settore. Nel 2022, il comparto audiovisivo contava 8.601 imprese, registrando una crescita del +4,8% rispetto all’anno precedente. Anche il numero di addetti è aumentato del +3,2%, raggiungendo quasi 53.000 unità.
La crescita è stata trainata soprattutto dal settore della produzione cinematografica, video e programmi TV (+5,3%), probabilmente favorito dalla crescente richiesta di contenuti originali e dall’espansione delle piattaforme di streaming. Ancora più significativo è stato l’incremento nella post-produzione (+10,7%), grazie all’innovazione tecnologica, agli investimenti in effetti speciali e al potenziamento delle attività di montaggio avanzato. Il settore della proiezione cinematografica è rimasto stabile (+0,2%), mentre la distribuzione ha registrato un leggero calo (-1,3%). Più marcata è stata la flessione della programmazione e trasmissione televisiva (-3,8%), verosimilmente influenzata dalla crescente concorrenza delle piattaforme digitali.
L’analisi della natalità e mortalità imprenditoriale, basata sui dati del Registro Imprese delle Camere di Commercio, mostra un rapporto negativo tra nuove aperture e cessazioni, con 0,8 nuove imprese per ogni chiusura dal 2022. Il settore con la miglior performance è la postproduzione, che nel 2024 ha registrato 81 nuove iscrizioni a fronte di 47 cessazioni (rapporto 1,72). Per gli altri comparti, invece, il saldo è negativo: 0,79 nuove imprese per ogni chiusura nella produzione, 0,46 nella programmazione e trasmissione TV, 0,33 nella proiezione cinematografica e 0,23 nella distribuzione.
In sintesi, il settore audiovisivo mostra segnali di crescita, soprattutto nelle attività di produzione e post-produzione, mentre si evidenziano difficoltà nel comparto della distribuzione e nella programmazione televisiva, influenzati dai cambiamenti nel mercato dei contenuti digitali. In merito all’occupazione complessiva nel settore audiovisivo nel 2024, si stima una platea di 124.185 persone coinvolte. Si conferma la centralità del lavoro autonomo (55.816 individui) e una lieve flessione dei dipendenti (46.827 “teste”). L’analisi tiene conto anche degli ex-ENPALS e degli amministratori, per una ricostruzione completa della forza lavoro. Complessivamente, l’occupazione cresce dello 0,6% rispetto al 2023, trainata soprattutto dalla componente autonoma.
Nel 2024 le imprenditrici dell’audiovisivo rappresentano il 28,7% del totale, con una lieve crescita rispetto all’anno precedente; la loro incidenza è più elevata nei comparti di proiezione, distribuzione e programmazione TV.
La presenza femminile nei ruoli manageriali del settore audiovisivo cresce del 2,9%, raggiungendo il 23,4% del totale, con i comparti di attività di programmazione e trasmissioni TV e proiezione cinematografica che mostrano i progressi più significativi.
Le donne dipendenti costituiscono il 42,6% del totale del core audiovisivo, con una maggiore concentrazione nei comparti di distribuzione cinematografica, video e programmi TV e della 5 proiezione cinematografica, a fronte di una prevalenza maschile nella produzione e postproduzione.